 |
 |
Serie SC - aeratori sommergibili
radiali
Queste macchine sono utilizzate frequentemente negli
impianti di trattamento delle acque ed in particolare:
- omogeneizzazione
ed equalizzazione;
-
stadi di pre-aerazione;
-
stadi di ossidazione biologica;
-
stadi di ossidazione e nitrificazione
contemporanea;
-
stabilizzazione dei fanghi;
-
stadi di post-aerazione.
 |
| Aeratore
SC |
Gli aeratori sommergibili radiali SC
possono essere utilizzati per la flottazione di grassi,
oli e solidi sospesi, in appositi stadi di flottazione.
La loro facilità di installazione consente l'utilizzo
in vasche esistenti, per il potenziamento
dell'ossidazione, oppure in nuovi impianti, evitando
costosi sistemi di distribuzione dell'aria.
Gli aeratori SC possono essere alimentati con ossigeno
puro, ozono, anidride carbonica, fumi di combustione; da
ciò è evidente che possono essere utilizzati in stadi
di neutralizzazione, o aerazione con alto tenore di
ossigeno.
Serie SC/L - aeratori sommergibili
Gli aeratori sommergibile SC/L sono un sistema di
aerazione estremamente flessibile e versatile, nel
settore del trattamento delle acque ed in tutti i casi
ove è richiesta la miscelazione con l'apporto di aria.
Grazie al prolungamento dei canali di espulsione si
ottengono: elevati valori di trasferimento di ossigeno,
bassa rumorosità, grande affidabilità, costi contenuti
e rapidità di installazione; questi sono alcuni dei
più importanti vantaggi che gli aeratori SC/L
consentono di perseguire.
Oltre che con l'aria atmosferica possono essere
alimentati: con altre sostanze gassose o liquide senza dover
installare complicati e costosi sistemi di diffusione
d'aria.
 |
| Aeratore
SC/L |
L'aeratore sommergibile SC/L consiste in un motore
sommerso che aziona una girante cava. La rotazione della
girante crea un vuoto nei vani della stessa dando
origine all'aspirazione di aria da una apposita camera
di aspirazione. La miscela acqua/aria viene compressa
nei condotti di espulsione, che in questo modello, sono
prolungati e sagomati al fine di aumentare il tempo di
contatto e la zona di influenza.
|
 |
 |